domenica 13 marzo 2011

Praces Salaro: cosa c'è dietro il gomitolo?

Tempo fa, mentre facevo una ricerca per informarmi sui vari tipi di lana, sono capitata sul sito del primo allevamento nella provincia di Latina di Alpaca e capre Angora (da cui si ricava la lana Mohair, non l'angora, che viene invece da un coniglio). L'allevamento si chiama Praces Salaro e si trova a 60 km da Roma. Senza pensarci molto ho mandato un'e-mail all'indirizzo segnalato sul sito per avere informazioni sulla loro lana. Ho ricevuto subito una risposta con l'invito a visitare il loro allevamento.. offerta molto allettante per un'amante degli animali come me.. e dopo tante promesse e tentati viaggetti.. finalmente oggi ci siamo andati!! Siamo stati accolti da una famiglia molto attiva e generosa, che ci ha fatto subito sentire come se fossimo a casa nostra.

Il padre ci ha parlato della situazione dell'allevamento e dell'agricolutra nella provincia di Latina: una terra sfruttata male, che adesso soffre della coltura intensiva applicata per troppi anni. Ci ha spiegato i suoi tentativi di applicare al terreno una fertilizzazione biodinamica (senza nessun utilizzo di sostanze chimiche), che ci ha affascinato moltissimo. Ma soprattutto ci ha spiegato che questa idea di avviare un allevamento di alpaca è nata quasi per gioco (essendo lui un falegname), per un amore a prima vista con questo simpatico camelide. Inoltre ci ha permesso di avere il nostro primo incontro con una spinning wheel o arcolaio o filarino o macchina per filare che dir si voglia: lui ne ha trovata una antica e con la sua grandissima abilità ne ha costruita un'altra. Purtroppo però, non conoscendo nessuna persona che sappia filare, non hanno ancora capito bene il meccanismo di questa macchina così affascinante.. e allora ci abbiamo provato tutti, più volte.. coi piedi, con le mani, a piedi scalzi.. ma niente! Eppure guardando qualsiasi video di YouTube sembra un'azione semplicissima, quasi naturale... ma ci informeremo bene e ce la faremo!!

Le figlie ci hanno confessato che all'inizio non erano molto interessate all'argomento, ma poi.. col tempo sono state anche loro conquistate dalla dolcezza di questi animali e si sono interessate così a cosa poter creare con la loro morbidissima lana. Ci hanno mostrato quindi le loro creazioni: orecchini e collane in feltro o al chiacchierino ad ago, centrini e presine all'uncinetto, capi d'abbigliamento ai ferri e a macchina.. e un sacco di altre cose!! Veramente bravissime e piene di fantasia!

La madre ci ha deliziati prendendoci per la gola preparando con apparentemente estrema facilità un pranzo da leccarsi i baffi!! Finalmente ho mangiato il famigerato abbacchio, piatto tipico della tradizione romana, ma che non avevo ancora avuto la fortuna di assaggiare, pur vivendo nella capitale da 5 anni!
Ci hanno fatto vedere le loro lane tosate e cardate e poi il discorso è arrivato all'aspetto economico: dopo quello che ho letto sul blog The Wool Box, secondo cui gli allevatori italiani buttano la lana appena tosata perché i costi per pulirla sono troppo alti, loro ci hanno dato un'amara conferma. La loro lana non viene certo buttata, ma ha poco mercato. Le fibre sintetiche, costando molto di meno, vengono preferite dagli acquirenti.. ma io mi chiedo questa gente, che si accontenta di una sciarpa da 3 euro, non si chiede come mai i capi con l'etichetta "100% acrilico" costino così poco? Non si chiedono se queste strane sostanze non identificate (acrilico può essere una gran quantità di cose!) possano in qualche modo essere dannose per l'uomo? A quanto pare la nostra salute diventa ogni giorno sempre meno importante del nostro portafoglio! Non voglio certo criticare il modo in cui una persona spende i propri soldi, ma credo che in questo momento, in cui tutta l'Italia ha difficoltà economiche, forse l'unica scelta intelligente che possiamo fare è proprio scegliere prodotti 100% italiani. Io preferisco essere sicura di cosa compro e a chi do i miei soldi piuttosto che spendere poco per una cosa che può fare male al mio corpo e che è comunque di qualità scadente!

Infine, nonostante la pioggia, è arrivato il momento di incontrare i loro animali, che ci hanno accolto nel loro terreno molto amorevolmente e ci hanno annusato, permesso di coccolare i loro piccoli.. e fargli delle morbidissime carezze.. ma queste emozioni sono indescrivibili per iscritto o a voce.. lascio quindi parlare le foto:










Abbiamo passato una giornata intensa, divertente e che ci ha insegnato un sacco di cose. Sicuramente resteremo in contatto con questa famiglia.. e se siete curiosi andateli a trovare! Non ve ne pentirete!!!

Un grazie di cuore a tutta la famiglia Salaro :)

5 commenti:

  1. Ti confermo che la lana molte volte viene addirittura smaltita come una cosa da buttare.Mio nonno ha da generazioni un allevamento di pecore e la lana in pratica non viene più utilizzata.In passato oltre a vestire le intere famiglie (ricordo ancora mia nonna intenta a fare calzini da lavoro, con doppia suola che si potevano disfare parzialmente e rinnovarli con nuove suole)ci si facevano coperte, materassi.Adesso(lavoro in un mobilificio) i materassi non devono avere la lana perchè altrimenti anche le persone più sane accusano allergie,(e magari si comprano il poliuretano espanso!)e se di lana si parla se non è merinos non va bene.Credo che davvero ai nostri figli consegneremo un mondo di petrolio e plastica, purtroppo.scusami per l'amaro sfogo, ma se ti dicessi che chi produce, lana frutta, ortaggi, in generale prodotti genuini, ha realmente dei guadagni da fame.La lana è un esempio eclatante.Silvia

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  2. Sfogo amaro ma vero, fa rabbia pensare che non si riesca a valorizzare un materiale così naturale e ricco di storia!

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  3. So benissimo quanto sia poco remunerativo un lavoro di questo genere.. ma è quello che l'uomo ha sempre fatto e ammiro moltissimo chi fa una questa scelta, soprattutto di questi tempi.
    Chi ha avuto la fortuna di conoscere quel mondo da bambino può capire in che disastrosa direzione si sta muovendo la società di oggi!

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  4. Grazie per il tuo resoconto, Elisa.

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  5. di niente.. a maggio ci torniamo in massa? io gli alpaca spelacchiati non me li voglio perdere!!

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