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lunedì 23 marzo 2020

Sono tornata.. o forse no?

Volevo scrivere questo post da diverse settimane, ma non ne ero veramente convinta.. non saprei se riprendere il blog possa essere una buona idea perché non so se riuscirò a mantenere questo impegno dal momento che, lavorando, ho poco tempo libero.
Ma poi è sopraggiunta questa emergenza che stiamo vivendo ed il lavoro si è dovuto fermare.. adesso sì che ho tanto tempo a mia disposizione.. quindi, per impiegarlo al meglio ho deciso di scrivere due parole su quello che sto vivendo.
Ho notato che, con la quarantena, sono sbucati ovunque articoli su come superare questo periodo con la maglia e l'uncinetto ed io spero che anche la mia esperienza possa essere di spunto per qualcuno.. beh, almeno ci si potrà cimentare in qualcosa di nuovo e far passare il tempo senza annoiarsi..
Dunque.. sono circa due anni che ho gradualmente abbandonato maglia e uncinetto. Penso sia normale dopo un po' stancarsi o non avere più idee, non saper cosa fare.. ho quindi rivolto il mio interesse verso qualcosa di nuovo.
Poi però, da diversi mesi è iniziato per me un periodo particolarmente strano e che mentalmente mi stava incupendo. Non entrerò nei dettagli (anche perché ci sto ancora ragionando su), ma credo che renderò l'idea comunque. La sensazione che avevo era di una forte negatività e volevo sbarazzarmene, ma non semplicemente non pensandoci o facendo finta di niente. Ho iniziato a ragionare su me stessa e sui miei comportamenti, vedevo che erano sbagliati, che non riuscivo ad avere una vita serena e non riuscivo a venire a capo della questione, ad individuare il motivo scatenante. Insomma.. stavo vivendo una crisi.
D'istinto ho ripreso in mano i ferri e i miei amati uncinetti ed ho cercato pian piano di fare qualcosa.. dall'inizio alla fine, senza iniziare un nuovo progetto se l'altro non era ancora finito. Dovevo riuscire ad aprire qualcosa e a mettere un punto. In questo mi hanno aiutato tanto le mie amiche del gruppo di maglia: per molti mesi siamo riuscite a vederci molto spesso per sferruzzare un po' tutte insieme.. beh, adesso lo facciamo in videoconferenza.. ma è quasi la stessa cosa, dai..
In particolar modo ho trovato utile lavorare all'uncinetto. Forse perché mi è sempre piaciuto di più della maglia o perché riesco a capire come costruire un progetto molto più facilmente che coi ferri.. o forse perché già i punti di base sono un po' contorti, ti obbligano a stare attenta e concentrata per eseguirli.. sta di fatto che ho iniziato un cardigan che mi ha aperto la mente: più attorcigliavo il filato sull'uncinetto più il groviglio nella mia mente si sbrigliava, tanto che appena avevo tempo a disposizione l'unica cosa che sentivo il bisogno di fare era lavorare al cardigan. Stava diventando necessario quanto respirare e man mano che il progetto che avevo tra le mani cresceva vedevo un po' di chiarezza tra le mie idee.
Lo schema del cardigan in questione, che si chiama Cascade Cardigan e che potete trovare qui, è gratuito e molto semplice da seguire. Appena l'ho visto me ne sono innamorata! Sono andata a cercare tra l'infinità di gomitoli che ho ed ho trovato una rocca di filato lace. Mi era stata regalata anni fa da un'amica che aveva troppi filati e voleva regalarne un po'.. non avevo mai trovato il progetto giusto in tutti questi anni, pur avendone provati diversi. Ho iniziato a lavorarlo e mi è subito piaciuto. Ci ho aggiunto un pezzo con dell'Aquilana filata da me (secoli fa) e delle tasche. 



Volevo finirlo in tempo per indossarlo il giorno del mio compleanno, il 12 marzo, ed infatti era pronto per il 7.. peccato che poi è arrivata la quarantena e l'ho potuto indossare pochissimo.. infatti le foto sono fatte sul mio balcone! Ma il risultato finale è un caldissimo e morbido abbraccio. Lavorare ad un progetto semplice, seppur lungo, mi ha permesso di concentrarmi su ogni singolo punto e allo stesso tempo di ragionare su quello che mi stava accadendo. Pian piano ho capito perché mi trovavo in quella situazione e che adesso devo rimboccarmi le maniche e lavorarci su per far ritornare tutto come prima.

Ho deciso di scrivere tutto questo per incoraggiare chi vuole approfittare della quarantena per intraprendere un nuovo hobby. Certo, intraprendere un lavoro creativo non è così semplice come sembra.. non basta "avere tempo" o fantasia.. si inizia, si sbaglia, si disfa, si ricomincia, non si è contenti del risultato, si disfa ancora e si ricomincia.. i nervi vengono messi a dura prova, ma è proprio questo che ci permette di aprire la mente.
Fare qualcosa di manuale può aiutare la nostra mente a non perdersi nel turbinio delle notizie, nell'angoscia della situazione attuale.. può farci focalizzare meglio questo momento così difficile.

Spero che ne verremo tutti a capo e che dopo riusciremo a capire che le vere cose essenziali nella vita, alla fine, non sono poi tante.

lunedì 1 febbraio 2016

Nuovi corsi di filatura a Roma!

Finalmente a Roma si inizia a creare un cammino concreto per  gli amanti della filatura e si rafforza sempre più un gruppo che cresce in numero ed esperienze.
A marzo Fiberfabry tornerà nella capitale per due corsi d'eccezione: uno avanzato ed uno per principianti, nei quali analizzeremo e fileremo tante fibre diverse.

Il 5 marzo, ancora una volta al So Good ci sarà il corso avanzato, questa volta basato sulle fibre corte: cammello, cashmere e cotone. Sono fibre particolari, che hanno bisogno di alcuni accorgimenti proprio a causa della loro lunghezza, ma una volta capito il meccanismo per filarle non avranno più segreti!
Il 6 marzo invece, presso Il Mondo di Aracne ci sarà il corso base, per chi non ha mai filato o per chi ha filato un po' di tempo fa e poi non l'ha più fatto, ma ora vorrebbe ricominciare. Ci saranno a disposizione diverse fibre ed impareremo tutti i passaggi: dalla cardatura al gomitolo pronto per essere lavorato.

L'appuntamento del 5 marzo è particolarmente importante per me perché sarò io a preparare la parte sul cotone e a mettere a disposizione la fibra in questione, che sarà quella del mio primo "raccolto". In realtà è stato solo una coltura di prova, per capire come funziona e se possiamo piantarlo.. e a quanto pare è andata bene :D


Per me è davvero bello riuscire a vedere realizzati tutti i tentativi di un intero anno in cui ho praticamente imparato tutto da sola, grazie solo all'aiuto di Fabrizio! Tutte le regole che leggevo su internet riguardo alla filatura del cotone, chissà perché, non mi davano il risultato che volevo: il filo mi si spezzava sempre, non riuscivo a binarlo e non capivo perché.. eppure seguivo tutte le istruzioni alla lettera! Alla fine ho deciso di fare di testa mia, di buttarmi e di seguire l'istinto, di filare come mi veniva più naturale... et voilà! Ci sono riuscita! Non è stato facile filare senza una persona che già sapesse indirizzarmi sulle caratteristiche di questa fibra di cui mi sono innamorata, ma adesso che inizio a conoscerla bene so che se la tratto nel modo giusto avrò il mio risultato.


E anche se il 90% delle persone che sa che io filo pensa che sia qualcosa di bizzarro, lo considera una perdita di tempo e ogni volta che mi vede farlo mi chiede "Ma perché non compri un gomitolo già fatto?" per me imparare a filare è stata una rivelazione. Mi sconvolge ogni volta quella domanda, perché in effetti sembrerebbe logica: si risparmia tempo! Anche se poi, quando mi vedono tutta intenta a lavorare a maglia, magari ad un progetto particolarmente difficile, se ne escono fuori con "Ma non fai prima a comprarlo in un negozio?"........ e allora no!
Il bello di filare non è solo partire da un batuffoletto di fibra grezza, renderlo filo, unirlo ad altri per dargli maggiore resistenza, farci i gomitoli, iniziare a lavorare un nuovo progetto (con annessi errori, sfila, ricomincia..) ed infine indossare quello che tu hai creato. Per come la vedo io il vero senso di tutto ciò è la mia personale affermazione. Io nel momento in cui dico "Questo l'ho fatto io, dalla filatura al prodotto finito" sto affermando non la mia bravura o la mia pazienza. Sto affermando la mia autonomia! Non possiamo dipendere da qualcuno sempre e per tutto. Non so creare elettricità, non so creare aria pulita, costruire un'auto.. ma so crearmi i miei filati e lavorarli.. con il giusto tempo a disposizione potrei creare i miei vestiti, le mie coperte, le mie tovaglie, i miei strofinacci.. sono indipendente da questo punto di vista.
Senza farlo apposta ho scoperto di avere un'affinità col pensiero gandhiano.. e tutto ciò mi piace!

Se quindi volete provare a fare quest'esperienza, anche solo per capire cosa si prova o per testare le vostre capacità (non c'è bisogno di essere portati per la manualità!) potete scrivere un'email a Fabrizio: fiberfabry@yahoo.it.

martedì 13 ottobre 2015

Uno scaldacollo con una lunga storia!

Tutto è cominciato in questo post.. non ricordo più come io sia riuscita a trovare questo video ma ricordo benissimo la sensazione: eccitazione, stupore e voglia di fare davanti ad una scoperta ovvia ma che fino a quel giorno avevo ignorato totalmente! Davvero è possibile creare un filo da soli? A casa? Con un aggeggio così semplice?
Lì è scoccata la scintilla.. l'amore vero, quello che ti prende e non ti lascia per tutta la vita, nonostante i problemi, le incomprensioni, le difficoltà e le persone che non credono che insieme ce la farete!

La mia storia con la filatura è stata travagliata: dopo aver comprato un kit in cui c'erano un fuso e 100 gr di lana di Blue Faced Leicester, volevo subito iniziare ma non trovavo nessuno che potesse aiutarmi di persona. Solo YouTube mi ha aiutato, ma non molto.. poi ho deciso di comprare un libro, Respect the spindle di Abby Franquemont, che mi ha fatto capire quanto profonda, meravigliosa e ricca sia la tradizione della filatura.

Ho provato a fare quindi i primi passi, con YouTube ed Abby che mi tenevano per mano, ma i risultati non mi entusiasmavano e non capivo perché e dove sbagliavo. Innanzitutto per mettere in moto il fuso ho impiegato un paio di giorni.. eeeehhhhh! La fisica è sempre stato un mio problema! E poi.. perché il filo non veniva come lo desideravo io? Cosa erano tutti questi ammassi di fibra in un punto che non riuscivo ad assottigliare? Avevo bisogno di un aiutino da parte di una persona esperta, ma non riuscivo a trovarla..

Così ho riposto fuso e fibra in una scatola e lì sono rimasti per molti anni.. troppi! Ogni tanto ripensavo al mio fuso e a quella fibra, ma non riuscivo a capire come farlo funzionare nel modo migliore, quindi piuttosto che sbagliare preferivo non provarci nemmeno!
Lo scorso anno, dopo Abilmente, qualcosa mi si è rimesso in moto.. ho fatto qualche ricerca ed ho scoperto che nei 4 anni che erano passati, la rete si era mossa e pullulava di persone con la mia stessa passione.. è stato facile contattarle, chiedere consigli e... ricominciare!

Il resto poi l'ho già scritto nei post precedenti.. questo voleva solo essere un piccolo post in cui vi presentavo il mio nuovo progetto, iniziato nel 2011 e finito nel 2015, probabilmente il più lento della storia, ma io lo amo. Rappresenta la mia introduzione alla filatura ed è quasi interamente fatto da me: solo la tosatura e la tintura della parte multicolor non sono opera mia, ma il resto sì!



Lavorarlo è stato divertente: volevo farci qualcosa di speciale, un punto traforato.. poi ho pensato a delle trecce, poi all'uncinetto (anche questa fase è durata MESI!).. ma alla fine ho deciso che il modo migliore per valorizzare questa fibra era la semplice maglia rasata.

Nonostante questi gomitoli informi ed irregolari non mi convincessero, alla fine mi sono divertita a vedere scorrere tra le mie dita parti grosse in cui la torsione era pressoché inesistente che si alternavano a parti sottilissime ed in cui la torsione era decisamente troppa! Chissà, forse pensavo di fare il filo più resistente dando più torsione?!


Spero di non dover aspettare altri 4 anni per avere un progetto filato e lavorato da me!!

martedì 19 maggio 2015

Corso di filatura con Fiberfabry

A volte ti succede di conoscere una nuova tecnica, ti informi su come funziona, decidi di volerla provare e fai qualche ricerca.. ma quando ti metti all'opera poi scopri (quasi inevitabilmente) che è più difficile di quello che pensavi.. e allora? Molli! Un po' perché non ti va di perderci tempo e non ottenere buoni risultati, un po' perché non hai nessuno che condivida con te la frustrazione di non capirci niente e che ti dia una mano a venirne fuori...
Altre volte invece decidi di non perderti d'animo e tentare di chiedere a qualcuno, anche se non è proprio vicino a te, ma che sembra interessato.. e allora, ti accorgi di essere una persona fortunata!

Avevo già scritto della mia nuova passione per il cotone, che mi sta portando anche a coltivarlo (presto scriverò di quest'altra avventura). Col pretesto di chiedere a qualcuno più esperto di me, ho contattato Fabrizio di Fiberfabry, che ho conosciuto nel gruppo Magliuomini. Si è subito dimostrato una persona disponibile e gentilissima. Sono così trascorsi mesi di tentativi di filatura con tahkli e filarello, telefonate piene di "ma perché non ce la faccio??", scambio di video esplicativi e dimostrativi, chattate a qualsiasi ora.. insomma, ho contagiato Fabrizio e lui, nonostante i 500km che ci separano, mi ha spronato e sorretta come un vero insegnante (o il mio fratellino mancato) avrebbe fatto! E devo dire che piano piano qualcosa sta venendo fuori!


Poi capita che un giorno tra una chiacchiera e l'altra si decide di organizzare un corso di filatura a Roma... e guarda caso tu hai anche il posto giusto dove farlo!
E così abbiamo organizzato un corso per il 2 e 3 maggio nel cuore di Roma, l'Aventino!
Nel video qui sotto potete trovare una carrellata di foto che raccontano un po' la bellissima esperienza che abbiamo vissuto! Spero d'aver colto le nostre emozioni e sensazioni e di trasmetterle a chiunque lo guardi.


Fabrizio ci ha insegnato e spiegato tutto il processo della filatura della lana al fuso e al filarello, a partire da come cardare, preparare i rolag e tutti i vari tipi di fibre che si possono trovare.
Ci ha parlato del bellissimo progetto di Valeria di AquiLana, da cui era stato il giorno prima e ci ha fatto filare la sua lana, così morbida ed elastica che praticamente si fila da sola!!

Ma non è finita qui, Fabrizio tornerà a Roma il 20 e 21 giugno per un altro corso... non bedo l'ora!!

domenica 12 ottobre 2014

Abilmente 2014

Sta per partire la fiera dalle arti manuali più importante d'Italia. Chiunque spenda parte del suo tempo libero dedicandosi all'handmade sa che sto parlando di Abilmente Autunno, Mostra-Atelier Internazionale della manualità creativa. Fino allo scorso anno si teneva solo a Vicenza, ma ora raddoppia e si svolge anche a Roma! Ho sempre partecipato soltanto virtualmente a questa mostra, leggendo i resoconti delle blogger che ci partecipavano ed a volte ho scritto all'organizzazione per sapere se era prevista una versione romana.. ebbene, forse ho rotto troppo le scatole o forse è solo una coincidenza, ma finalmente il mio desiderio è stato esaudito!

La prima tappa di Abilmente Autunno sarà quindi a Vicenza, dal 16 al 19 ottobre, mentre la tappa romana è dal 14 al 16 novembre... non vedo l'ora!!! Guardo tutti i giorni il sito per avere notizie in più riguardanti i corsi, gli espositori, ecc. Inoltre sto seriamente pensando di andarci tutti e 3 i giorni, anche se vorrà dire turni di lavoro massacranti, ma aspettavo questo momento da troppo tempo :D! Non vedo l'ora di girovagare nel padiglione tra i reparti di patchwork, merletto, cucito... e la grande novità di quest'anno saranno i Magliuomini, gruppo nato nel 2012 con lo scopo di riunire gli uomini italiani appassionati di arti tessili. Io li ho sempre seguiti su Facebook, ma adesso li conoscerò anche di persona e parteciperò ai loro corsi :).

Chi di voi andrà? Magari ci vediamo lì ;)!!!
Per tutte le info sulla fiera cliccate qui.

giovedì 13 marzo 2014

Ciao io sono Zetto!

Eccolo qui Zetto, il polipetto che con i suoi tentacoli ammaliatori ha conquistato il mio cuore :)


Ho creato il pattern per il corso da Pippicalzelunghe che si terrà sabato prossimo.. e poi mi sono fatta prendere la mano.. beh, non vuoi ricontrollare il pattern? Così ho preso del cotone e ci ho fatto anche un portachiavi :)!


È decisamente uno schema facile e quindi credo che le nostre iscritte al corso non avranno difficoltà a seguirlo.. non vedo l'ora che sia sabato!!!

E poi c'è una novità fantastica! Ieri è stato il mio compleanno ed il mio ragazzo mi ha regalato qualcosa che segnerà definitivamente il confine che mi separava dalla follia: un telaio da tavolo!!

Erano diversi anni che ci pensavo.. la scusa ufficiale è che così potrò smaltire tutta quella scorta di filati che ho (soprattutto le bobine!).. ieri l'ho incerato, lui l'ha montato e poi ho voluto subito provarlo, ovviamente!


Le cimose (i bordi) mi vengono malissimo :( e sto ancora capendo quanto essere delicata quando spingo il pettine per sistemare il filo perché, come per la maglia e l'uncinetto, tendo a lavorare stretto anche nella tessitura!! Ma comunque mi sta piacendo tanto :)

Vi aggiornerò sui progressi :)

lunedì 26 marzo 2012

Yarn bombing Rome!!

Avete letto bene.. yarn bombing.. ricopriamo Roma di filati... iniziando dal 4:20! Infatti, l'iniziativa del knitting brunch è andata talmente bene che mi è stato chiesto di ricoprire l'intera facciata del locale con un enorme telo fatto a maglia!!
Possiamo scegliere i colori che vogliamo (ma ovviamente è meglio se sono accesi) e fare quello che ci pare: io ho pensato a delle mattonelle (piccole o enormi, va bene tutto), a maglia o all'uncinetto, quadrate, rettangolari o della forma che preferiamo... ma ce ne servono TANTE!!

Sarà una specie di installazione permanente a cui portemo partecipare tutte.
Ovviamente troveremo il modo di far aderire il nostro lavoro al muro, in modo da non farlo diventare un'enorme bandiera svolazzante alla prima folata di vento che arriva.. ancora non ho molti dettagli da darvi.. sto studiando come farla! Ma l'importante è che sappiate che più siamo meglio è!! Magari ne parleremo al prossimo knitting brunch (che si rifarà presto)!

Per chi non avesse idea di cosa sia lo yarn bombing qui potete vedere alcune foto.

Ed eccovi la facciata del locale:
Come potete vedere il lavoro da fare è tanto, ma se uniremo le forze sono sicura che verrà fuori una bella iniziativa.. e poi, volete mettere la soddisfazione di disfarsi di tutti quei mezzi gomitoli rimasti da precedenti lavori? Diamogli una seconda possibilità, poverini: stanno da talmente tanto tempo lì in quel cesto che ormai hanno perso qualsiasi speranza di essere utili a qualcuno! Senza far riferimento a quanto spazio si libererebbe per i nostri nuovi acquisti ;)

Allora... se avete bisogno di qualsiasi info basta contattarmi: facebook o e-mail avete tutto! Appena avrò maggiori dettagli tipo le misure della facciata aggiornerò il post e vi farò man mano vedere anche come procede il mio lavoro...

Ovviamente, dopo tanto dispendio di energie, sarete ricompensate con un'ottima birra o uno dei deliziosi manicaretti preparati dalla pasticcera del locale: un tiramistout, un brownie una cheesecake... quello che preferite!

giovedì 6 ottobre 2011

Ma quel prurito alle dita


Troppo tempo sono stata a riposo forzato, con quegli attrezzi appesi al chiodo a guardarmi in cagnesco...
E la cosa peggiore è sentire l'esigenza impellente di riprenderli tra le dita proprio nel momento meno indicato... succede puntualmente... Ci sarebbe da chiedersi quali siano i momenti indicati allora, che bene o male di corsa si va sempre... epperò vabbè, constaterete con me che non è mica normale non riuscire a poggiare i ferri neppure dopo essersi accorti con un'occhiata furtiva all'orologio che si son fatte le 2,30 di notte, e domani c'è un esame da sostenere! Ehhh, succede.
Morale della favola, negli ultimi tre giorni hanno visto la luce 3 cappelli (immancabili) e 2 paia di fingerless! (che sono ancora in fase-assemblaggio).
Ma quant'è bello fare 'ste cosette sfiziose e veloci, magari già con l'idea di conservarle e poi ritirarle fuori appena esce quell'arietta fresca tra un mese o due (anche tre, visto che sembra ancora piena estate)... E distribuirle agli amici bisognosi, che son lì a sbattere i denti guardandoti con aria disperata...






lunedì 28 marzo 2011

Knitting and Crochet Blog Week - Day 1


C'è un'iniziativa tra blogger di tutto il mondo che inizia oggi e durerà una settimana. L'ha creata Eskimi Knits, blog molto bello e interessante. Essenzialmente si tratta di una settimana in cui ogni giorno scriveremo su un tema comune, in modo da poter leggere diversi punti di vista sulla stessa tematica.
Non so se riuscirò ad essere così costante e a scrivere tutti i giorni.. ma è una sfida che mi intriga molto, quindi ci voglio provare!

Il tema di oggi è: storia di due lane.
Per chi pratica maglia e uncinetto è molto importante sapersi destreggiare tra i vari tipi di filati, anche per conoscere la loro resa quando si decide di iniziare un nuovo progetto.
Sicuramente la situazione della lana in Italia non è delle più felici.. e non mi riferisco solo al problema della vera e propria produzione (di cui ho accennato nel post precedente), ma anche a livello di reperibilità di filati diffusi in tutto il resto d'Europa siamo messi abbastanza male! Se una knitter volesse provare un filato che non sia il solito della Mondial, purtroppo deve sudare un po' tra i siti stranieri e fare calcoli col cambio euro-sterlina o euro-dollaro.. e poi aspettare prima che il tanto desiderato carico di gomitoli arrivi (sperando che la posta non perda il pacco!). 
Non ho assolutamente nulla in contrario alla Mondial, che secondo me produce anzi dei filati di qualità, ma purtroppo è il mercato italiano a non voler rischiare e presentare nuovi filati, forse anche complice la situazione economica degli ultimi anni!

Quindi inizierò questo post trattando di un filato diffusissimo ovunque, ma molto molto odiato! Sto parlando dell'acrilico. Perché così tanto odiato?? Chi non ha dimestichezza con la maglia forse non saprà che l'acrilico, essendo una fibra sintetica, non è un filato che si adatta al lavoro a maglia: non essendo elastico, rende la lavorazione difficoltosa, il risultato rigido e pruriginoso.. per non parlare poi del fatto che una volta indossato un maglione di acrilico, se malauguratamente ci sudi.. è finita!! Puoi lavarlo quanto ti pare, ma la puzza rimane!!
Voglio però spezzare una lancia in favore di questo filato così bistrattato.. infatti, oltre ad essere molto economico, l'acrilico ha anche un altro pregio: è l'ideale per gli amigurumi.. e se ve lo dice "la signora dei pupazzetti" (come mi chiama qualcuno...), vi potete fidare: la maggior parte dei miei pupazzetti sono fatti proprio con l'acrilico. Preferisco il cotone solo per progetti molto piccoli, tipo portachiavi e simili.
Di solito, i gomitoli che trovo io di 100% acrilico hanno tutti lo stesso spessore e li lavoro quindi con un uncinetto n. 2, un po' piccolo per quello spessore, ma questo mi permette proprio di avere un risultato molto solido e soprattutto di evitare la formazione di spazi vuoti tra le maglie, così quando imbottisco il pupazzetto non si vede l'interno.
Ultimamente ho sperimentato anche gli amigurumi a maglia e ovviamente l'ho fatto con l'acrilico.. ma è stato solo un tentativo, presto mi sono resa conto che lavorare l'acrilico coi ferri è davvero un'impresa impossibile!!! Non è per niente morbido e quindi si lavora malissimo.. sconsigliatissimo!!
Ma con l'uncinetto guardate che buoni risultati:


Per quanto riguarda invece difficilmente si trovano in Italia, adesso vi parlo di un gomitolone che quest'estate ho trovato in una merceria in Val d'Ultimo, My Socks 4-fach. Come suggerisce il nome, è propriamaente una lana per calzini, ma nulla ci vieta di farci qualcos'altro, cosa che ho fatto io, realizzando dei guanti. La lana è molto sottile e quindi bisogna necessariamente usare dei ferri molto sottili, che se da un lato rendono il lavoro più difficile, dall'altro sicuramente aumentano la bellezza dell'oggetto finito! Inoltre questo tipo di lana ha la particolarità di essere colorata in modo tale da creare da sola la decorazione e quindi è particolarmente utile per fare calzini o guanti eseguiti tutti con la semplice maglia rasata, soprattutto la prima volta che tentiamo questi progetti: meno fatica per noi, ma risultato sempre d'effetto :)!







domenica 13 marzo 2011

Praces Salaro: cosa c'è dietro il gomitolo?

Tempo fa, mentre facevo una ricerca per informarmi sui vari tipi di lana, sono capitata sul sito del primo allevamento nella provincia di Latina di Alpaca e capre Angora (da cui si ricava la lana Mohair, non l'angora, che viene invece da un coniglio). L'allevamento si chiama Praces Salaro e si trova a 60 km da Roma. Senza pensarci molto ho mandato un'e-mail all'indirizzo segnalato sul sito per avere informazioni sulla loro lana. Ho ricevuto subito una risposta con l'invito a visitare il loro allevamento.. offerta molto allettante per un'amante degli animali come me.. e dopo tante promesse e tentati viaggetti.. finalmente oggi ci siamo andati!! Siamo stati accolti da una famiglia molto attiva e generosa, che ci ha fatto subito sentire come se fossimo a casa nostra.

Il padre ci ha parlato della situazione dell'allevamento e dell'agricolutra nella provincia di Latina: una terra sfruttata male, che adesso soffre della coltura intensiva applicata per troppi anni. Ci ha spiegato i suoi tentativi di applicare al terreno una fertilizzazione biodinamica (senza nessun utilizzo di sostanze chimiche), che ci ha affascinato moltissimo. Ma soprattutto ci ha spiegato che questa idea di avviare un allevamento di alpaca è nata quasi per gioco (essendo lui un falegname), per un amore a prima vista con questo simpatico camelide. Inoltre ci ha permesso di avere il nostro primo incontro con una spinning wheel o arcolaio o filarino o macchina per filare che dir si voglia: lui ne ha trovata una antica e con la sua grandissima abilità ne ha costruita un'altra. Purtroppo però, non conoscendo nessuna persona che sappia filare, non hanno ancora capito bene il meccanismo di questa macchina così affascinante.. e allora ci abbiamo provato tutti, più volte.. coi piedi, con le mani, a piedi scalzi.. ma niente! Eppure guardando qualsiasi video di YouTube sembra un'azione semplicissima, quasi naturale... ma ci informeremo bene e ce la faremo!!

Le figlie ci hanno confessato che all'inizio non erano molto interessate all'argomento, ma poi.. col tempo sono state anche loro conquistate dalla dolcezza di questi animali e si sono interessate così a cosa poter creare con la loro morbidissima lana. Ci hanno mostrato quindi le loro creazioni: orecchini e collane in feltro o al chiacchierino ad ago, centrini e presine all'uncinetto, capi d'abbigliamento ai ferri e a macchina.. e un sacco di altre cose!! Veramente bravissime e piene di fantasia!

La madre ci ha deliziati prendendoci per la gola preparando con apparentemente estrema facilità un pranzo da leccarsi i baffi!! Finalmente ho mangiato il famigerato abbacchio, piatto tipico della tradizione romana, ma che non avevo ancora avuto la fortuna di assaggiare, pur vivendo nella capitale da 5 anni!
Ci hanno fatto vedere le loro lane tosate e cardate e poi il discorso è arrivato all'aspetto economico: dopo quello che ho letto sul blog The Wool Box, secondo cui gli allevatori italiani buttano la lana appena tosata perché i costi per pulirla sono troppo alti, loro ci hanno dato un'amara conferma. La loro lana non viene certo buttata, ma ha poco mercato. Le fibre sintetiche, costando molto di meno, vengono preferite dagli acquirenti.. ma io mi chiedo questa gente, che si accontenta di una sciarpa da 3 euro, non si chiede come mai i capi con l'etichetta "100% acrilico" costino così poco? Non si chiedono se queste strane sostanze non identificate (acrilico può essere una gran quantità di cose!) possano in qualche modo essere dannose per l'uomo? A quanto pare la nostra salute diventa ogni giorno sempre meno importante del nostro portafoglio! Non voglio certo criticare il modo in cui una persona spende i propri soldi, ma credo che in questo momento, in cui tutta l'Italia ha difficoltà economiche, forse l'unica scelta intelligente che possiamo fare è proprio scegliere prodotti 100% italiani. Io preferisco essere sicura di cosa compro e a chi do i miei soldi piuttosto che spendere poco per una cosa che può fare male al mio corpo e che è comunque di qualità scadente!

Infine, nonostante la pioggia, è arrivato il momento di incontrare i loro animali, che ci hanno accolto nel loro terreno molto amorevolmente e ci hanno annusato, permesso di coccolare i loro piccoli.. e fargli delle morbidissime carezze.. ma queste emozioni sono indescrivibili per iscritto o a voce.. lascio quindi parlare le foto:










Abbiamo passato una giornata intensa, divertente e che ci ha insegnato un sacco di cose. Sicuramente resteremo in contatto con questa famiglia.. e se siete curiosi andateli a trovare! Non ve ne pentirete!!!

Un grazie di cuore a tutta la famiglia Salaro :)

lunedì 31 gennaio 2011

Anno nuovo...

Sì, lo so.. sono lievemente in ritardo, dal momento che l'anno nuovo è iniziato già da un bel po' di giorni!! Mi sono sempre riproposta di scrivere un post, ma gli impegni aumentano sempre più e la sera sono sempre così stanca da non avere le energie necessarie per mettere per iscritto i miei pensieri...

Ho iniziato l'anno con tutti i soliti buoni propositi che ho ogni anno.. solo che questa volta CE LA DEVO FARE!!! Che poi non punto mica a cose impossibili.. ho deciso semplicemente di essere meno disordinata (e ci sto riuscendo: almeno i gomitoli sembrano stare tutti al loro posto.. anche se devo ancora sistemare quelli nascosti sotto il letto!) e di portare a termine le cose che inizio! Questo sarà meno facile.. ma in un certo senso le due cose sono un po' legate, nel senso che essendo disordinata, ad esempio, ho sempre un sacco di progetti "in corso".. e tanti altri sono quelli iniziati e mai finiti! Per non parlare delle idee che mi frullano in mente e che poi non metto mai in pratica!

MA ORA BASTA!!!

Ho deciso di diventare una persona migliore.. e così sarà! Sto già evitando di lasciare in giro troppe cose quando ad esempio torno a casa dal lavoro e soprattutto sono riuscita nell'intento di lavorare ad un solo progetto alla volta.. ed ho scoperto che è anche più comodo!! Ora riesco ad avere un'idea più chiara su quello che faccio.. chi l'avrebbe mai detto?!
E poi ho ripreso le mie vecchie aspirazioni e... ho deciso che imparerò a colorare e filare la lana! Ho infatti comprato su Etsy un kit completo: un fuso e della lana di un tipo di pecore inglesi, le Blue Faced Leicester.. tanto tanto carine :)!



Il kit è arrivato venerdì scorso.. non poteva arrivare in un giorno migliore! Ho infatti avuto tutto il weekend per esercitarmi, tra un capitolo del prossimo esame e l'altro! Certo, all'inizio non riuscivo a filare che un malloppazzo spessissimo (come si vede nelle foto, che tra l'altro non sono proprio bellissime, essendo state scattate col cellulare!), che non mi soddisfaceva proprio tanto, ma poi.. con qualche aiutino.. ho capito il principio alla base della tecnica da utilizzare... e ora riesco ad ottenere un filo abbastanza sottile, anche se non proprio omogeneo.. ma siamo solo agli inizi!




Mi ha entusiasmata molto la sensazione che ti dà avere tra le mani una fibra morbida, sottile.. quasi inconsistente.. che con semplici gesti prende nuova vita.. semplicemente meraviglioso!!


Inoltre sempre online ho comprato 2 libri, uno per la filatura con il fuso e l'altro per imparare a colorare le fibre in modo naturale (non mi arrendo!!).. ma questi mi sa che ci metteranno un po' di più ad arrivare.. ma pazienza!
E per non parlare della fissa dei saponi che avevo qualche mese fa.. svanita dopo aver notato che oltre al procedimento un po' delicato (la soda caustica è pericolosa!!), implica anche andarsi a trovare strumenti che spesso abbiamo in cucina, ma che una volta usati per creare i saponi... vanno utilizzati esclusivamente per quello :(! Ma ormai sono una donna nuova!! E allora... ben venga anche questa nuova auto-produzione!!


Vedremo cosa ne verrà fuori..

giovedì 30 settembre 2010

Tintura: primo risultato!!

Come promesso, eccoci qui a scrivere (a quattro mani) sulla nuova esperienza fatta lo scorso weekend.. perché le cose da dire sono tante, quindi uniamo le forze!

Cominceremo con il procedimento:
procuratevi, oltre ad un gomitolo di pura lana, quante più sostanze naturali potete!
Dal momento che le cose semplici non ci piacciono, noi abbiamo voluto subito provare a fare un gomitolo di più colori e ci siamo informate su cosa sia meglio usare. Essenzialmente qualsiasi radice, frutto, bacca e fiore che troviamo in natura fa al caso nostro :)!
Così abbiamo iniziato a guardare quello che avevamo in casa: ogni giorno facciamo il caffè, quindi abbiamo evitato di buttare la polvere una volta usata e l'abbiamo tenuta da parte.

Ne abbiamo racimolate 2 ciotoline.
Poi, c'erano un po' di radici di un tipo di barbabietola che cominciavano ad ammosciarsi un po' troppo, quindi non le abbiamo buttate!


Ed infine, abbiamo trovato dei fiori per strada (di cui però non abbiamo una foto!) e ce li abbiamo aggiunti!

La sera prima mettere ogni ingrediente in una pentola diversa e ricoprire col doppio dell'acqua, portare a bollore e far cuocere per almeno un'ora. Quindi lasciare riposare per tutta la notte (per avere un colore più marcato).


Il giorno dopo innanzitutto prepariamo la lana per la colorazione: srotolare tutto il gomitolo formando una matassa, legare le due estremità del filo e con un filo di altro colore legare la matassa in più punti, in modo da evitare che immergendola in acqua si aggrovigli tutta!

Quindi preparare la sostanza che servirà a fissare il colore:
usando radici o fiori, ecc.
1 parte di aceto
4 parti di acqua fredda
(noi abbiamo usato 8 bicchieri di acqua e 2 di aceto di vino bianco)

usando bacche
1/2 tazza di sale
8 tazze d'acqua fredda

Mettere l'acqua in una pentola e portarla a bollore. Quindi spegnere il fuoco ed aggiungere l'aceto. Fare raffreddare prima di immergerci la lana (altrimenti infeltrisce!).


Assicurarsi che la lana sia totalmente immersa nella soluzione e lasciarla riposare per almeno un'ora.

A questo punto togliere la matassa e sciacquarla per bene. Disporre i vari colori ognuno in un contenitore diverso filtrandoli (deve rimanere solo il liquido, anche se col caffè è un po' difficile!) ed immergerci la matassa. Fare riposare tutta la notte.. lo so, è dura.. ma il risultato appagherà di sicuro la nostra curiosità! E comunque dargli una sbirciatina ogni tanto è permesso, eh!!

Il giorno dopo munitevi di guanti di gomma e sciacquate con cura la matassa finché l'acqua non sarà limpida (io ho fatto anche un passaggio di sapone e uno di ammorbidente per togliere l'odore di caffè, che è molto forte) e mettete ad asciugare!!


..ed ecco pronto il vostro gomitolo :)!

Anche se dura alcuni giorni è un procedimento per niente complicato, ma anzi divertente! Sicuramente ripeteremo l'esperienza presto con nuovi colori!

Elisagurumi

Mica male come esempio di autoproduzione! ... certo, a metà visto che non abbiamo (ancora) filato il suddetto gomitolo, ma insomma... il risultato ci ha molto entusiasmato.
In un periodo in cui non si fa che parlare di riutilizzo, riciclaggio, consumo critico, azioni sostenibili, abbiamo trovato molto interessante la possibilità di mettere in pratica quanto la natura ci offre con i suoi colori e le sue sfumature.
Tradizioni millenarie (ormai sepolte sotto paroloni come tecnologia, industrializzazione, economia planetaria) ci dicono che i tessuti si tingevano con sostanze completamente naturali.... tra l'altro a costo zero!
Non dimentichiamo, poi, che nei propri panni ci si deve sentire bene, e purtroppo (nella stramaggioranza dei casi) dalla produzione del filato alla composizione di un capo d'abbigliamento si sviluppa un insieme di trattamenti con coloranti, conservanti, prodotti antitarme e affini che non sono certo un toccasana per la nostra salute. Tra l'altro, questi processi sono magicamente coperti da segreto industriale, tanto da rendere quasi impossibile capire quale prodotto in particolare ci ha fatto venire quel determinato prurito o quella fastidiosa allergia...
E allora non ci sono scuse, guardiamoci intorno, racimoliamo e coloriamo!

Prossimo obiettivo: riuscire ad ottenere il rosso! il viola! ... il verde!
Chissà... vi terremo informati.

Cappellaia Matta